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Mutuo ipotecario e rischio pignoramento: debito ridotto da €159.287,88 a €35.000

Mutuo ipotecario e rischio pignoramento: debito di €159.287,88 definito con €35.000

Una trattativa stragiudiziale ha consentito al debitore di ottenere una riduzione di €124.287,88

Ricevere un atto di precetto dalla banca per oltre 159.000 euro significa trovarsi davanti al concreto rischio che, in mancanza di pagamento, venga avviata un’esecuzione forzata. Quando il finanziamento è assistito da ipoteca, la prospettiva più grave è quella del pignoramento dell’immobile e della successiva vendita all’asta.

È quanto accaduto a un cliente segnalato dall’associazione ADL Consum, la cui posizione è stata affidata all’Avv. Monica Mandico. Attraverso un’articolata trattativa stragiudiziale con l’istituto di credito, la posizione debitoria, quantificata nell’atto di precetto in €159.287,88, è stata definita mediante il pagamento complessivo e onnicomprensivo di €35.000.

Il risultato economico conseguito corrisponde a una riduzione di €124.287,88, pari a circa il 78% dell’importo richiesto dalla banca.

Un risultato particolarmente significativo, ottenuto senza attendere che la situazione precipitasse verso l’esecuzione immobiliare e attraverso la costruzione di una proposta sostenibile, documentata e conveniente anche per il creditore.

La vicenda: dal mutuo del 2009 all’atto di precetto

Il caso trae origine da un mutuo ipotecario stipulato nel 2009 per surrogare un precedente finanziamento.

Negli anni successivi, sopravvenute difficoltà familiari e lavorative avevano impedito al debitore di rispettare regolarmente il piano di ammortamento. Il mancato pagamento delle rate aveva determinato il progressivo aumento dell’esposizione, aggravata dagli interessi, dagli oneri contrattuali e dalle spese connesse all’attività di recupero.

La situazione era diventata particolarmente critica nel 2024, quando al cliente era stato notificato un atto di precetto per €159.287,88.

Il precetto costituisce l’intimazione formale con la quale il creditore, munito di titolo esecutivo, richiede il pagamento entro il termine indicato, avvertendo che, in mancanza, procederà con l’esecuzione forzata. Non si tratta, quindi, di una semplice comunicazione o di un sollecito ordinario: è l’atto che normalmente precede il pignoramento.

Nel caso di un mutuo garantito da ipoteca, l’inerzia del debitore può aprire la strada all’espropriazione dell’immobile. Per questa ragione è fondamentale non ignorare la notifica e non attendere l’avvio della procedura esecutiva prima di richiedere una valutazione legale.

L’intervento dell’Avv. Monica Mandico

Dopo la segnalazione del cliente da parte di ADL Consum, l’Avv. Monica Mandico, in collaborazione con il Rag. Antonello Caria, ha esaminato la complessiva posizione debitoria e le possibili soluzioni.

La strategia non si è limitata alla formulazione di una generica richiesta di riduzione del debito. Una trattativa bancaria efficace richiede, infatti, la ricostruzione del rapporto, la verifica della documentazione contrattuale, l’analisi della pretesa creditoria e una valutazione realistica del rischio esecutivo.

Occorre inoltre comprendere quale risultato il creditore potrebbe ricavare dall’eventuale pignoramento, considerando il valore dell’immobile, i tempi e i costi dell’esecuzione, l’esistenza di altri creditori e le concrete possibilità economiche del debitore.

Sulla base di questi elementi è stato avviato un confronto strutturato con l’istituto di credito, finalizzato a individuare una soluzione che consentisse di definire la posizione senza proseguire verso l’esecuzione forzata.

La trattativa si è conclusa con l’accettazione di un importo complessivo e onnicomprensivo di €35.000, a fronte dei €159.287,88 intimati con il precetto.

I numeri dell’accordo

La banca aveva richiesto con l’atto di precetto:

€159.287,88

La posizione è stata definita con il pagamento di:

€35.000,00

La riduzione ottenuta rispetto alla somma richiesta è stata quindi pari a:

€124.287,88

In termini percentuali, il cliente ha definito la propria esposizione pagando circa il 22% della somma precettata, con una riduzione di circa il 78%.

Il dato economico è certamente rilevante, ma il valore dell’accordo non deve essere misurato soltanto attraverso la differenza tra l’importo richiesto e quello corrisposto. La soluzione ha consentito al debitore di evitare l’ulteriore aggravamento della posizione e il concreto rischio di un’azione esecutiva.

Perché una banca può accettare un saldo e stralcio

Il saldo e stralcio non è un diritto automatico del debitore e la banca non è obbligata ad accettare qualsiasi proposta. L’esito dipende dalle caratteristiche della singola posizione e dalla capacità di dimostrare che l’accordo offre al creditore una soluzione economicamente più conveniente o più rapida rispetto all’esecuzione.

Il creditore può valutare positivamente una proposta quando l’incasso immediato risulta preferibile rispetto ai tempi, ai costi e alle incertezze di una procedura esecutiva. Diventano allora decisivi il valore effettivamente recuperabile, la presenza di ipoteche o privilegi anteriori, le condizioni dell’immobile, la situazione reddituale e patrimoniale del debitore e la concreta disponibilità della somma proposta.

Non è sufficiente, pertanto, inviare alla banca una richiesta generica o dichiarare di non essere in grado di pagare. La proposta deve essere sostenibile, credibile e adeguatamente motivata.

Anche la provenienza della somma destinata alla transazione può assumere rilievo. In alcuni casi, la disponibilità deriva dall’intervento di un familiare o di un terzo disposto ad aiutare il debitore esclusivamente a condizione che venga raggiunto un accordo definitivo con il creditore.

Cosa deve essere verificato prima di firmare l’accordo

La sottoscrizione di una transazione richiede particolare attenzione. Non basta che il creditore indichi l’importo da versare: occorre verificare con precisione gli effetti giuridici del pagamento.

L’accordo dovrebbe chiarire che la somma pattuita è complessiva e onnicomprensiva e che il regolare pagamento determina la definitiva definizione della posizione interessata. Devono inoltre essere valutati gli effetti sulle garanzie, sull’ipoteca, sugli eventuali garanti e sulle iniziative esecutive già annunciate o intraprese.

Quando esistono fideiussori o coobbligati, è indispensabile accertare se la liberazione riguardi anche questi soggetti. Un accordo formulato in maniera incompleta potrebbe infatti definire la posizione del debitore principale senza escludere successive richieste nei confronti dei garanti.

In presenza di ipoteca, occorre disciplinare anche gli adempimenti necessari alla relativa cancellazione o alla rinuncia alle azioni fondate sulla garanzia, secondo la struttura del caso concreto.

La formulazione delle clausole è quindi importante quanto l’importo negoziato.

Hai ricevuto un precetto o temi il pignoramento della casa?

Chi ha ricevuto un atto di precetto per un mutuo non pagato deve intervenire tempestivamente. I margini di trattativa possono ridursi dopo l’avvio dell’esecuzione immobiliare e ogni ritardo può determinare nuovi costi.

La prima attività utile consiste nell’esaminare il mutuo, il titolo esecutivo, l’atto di precetto, il conteggio della banca, le garanzie e la situazione patrimoniale complessiva. Solo dopo questa verifica è possibile stabilire se convenga formulare una proposta transattiva, contestare la pretesa, valutare un’opposizione oppure ricorrere agli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Ogni posizione presenta caratteristiche differenti. Il risultato ottenuto in questo caso non può essere considerato automaticamente ripetibile, ma dimostra che anche davanti a una richiesta bancaria molto elevata può esistere uno spazio concreto per una soluzione negoziale.

Muoversi prima del pignoramento consente generalmente di conservare maggiori possibilità di intervento.

Richiedi una valutazione riservata allo Studio Legale Mandico

Se hai ricevuto un atto di precetto, sei in ritardo con le rate del mutuo, temi il pignoramento della casa oppure vuoi verificare se esistano i presupposti per una trattativa a saldo e stralcio, puoi richiedere un’analisi della tua posizione.

Per una prima valutazione è utile predisporre il contratto di mutuo, il piano di ammortamento, le comunicazioni ricevute dalla banca, l’eventuale decadenza dal beneficio del termine, l’atto di precetto e ogni altro atto giudiziario o documento relativo al credito.

Avv. Monica Mandico – Studio Legale Mandico & Partners

Telefono: 081 728 14 04

E-mail: avvocatomandico@libero.it

Sito: www.avvocatomandico.it

CONTATTACI

Il caso descritto riguarda un cliente segnalato dall’associazione ADL Consum ed è stato seguito dall’Avv. Monica Mandico in collaborazione con il Rag. Antonello Caria.

Fonte della case history: ADL Consum – “Mutuo ipotecario: risparmio di €124.287,88 – Trattativa stragiudiziale”.

Il contenuto ha finalità informativa. Ogni situazione richiede una valutazione specifica della documentazione e delle circostanze concrete. L’esito della vicenda descritta non costituisce garanzia del conseguimento del medesimo risultato in casi differenti.