FONDI DI INVESTIMENTO ALTERNATIVI: la gestione degli assett e la loro trasformazione da illiquidi a liquidi

Uno strumento flessibile e riservato

I fondi di investimento alternativi sono strumenti idonei per acquistare aziende, per conferire beni immobili, per implementare operazioni di finanziamento e infine per proteggere i patrimoni familiari.
Inoltre è possibile costituire fondi alternativi per diversificare gli investimenti: oltre agli strumenti dei mercati finanziari internazionali anche materie prime, metalli preziosi, immobili, opere d’arte, quote societarie, energie rinnovabili, forex, brevetti e beni di lusso.
Ciascun fondo adotta una propria politica di investimento, con la possibilità di determinare mangement fee, performance fee ed entry fee, una propria contabilità, net asset value (NAV), separata per ogni comparto e certificata da un soggetto terzo ed un proprio codice ISIN con la possibilità di quotazione del fondo in Borsa.

Tra i fondi di investimento spiccano per flessibilità gli AIF (Alternative Investment Fund), fondi alternativi di investimento. Tali fondi sono lo strumento idoneo per la creazione di prodotti di investimento di tipo alternativo (hedge fund, real estate, private equity, forex). Possono investire non soltanto in strumenti finanziari (come i fondi comuni di investimento tradizionali) ma anche su una pluralità di beni materiali e immateriali, in forma pubblica o riservata.
Nei Raif Inoltre è anche consentito alle famiglie di conferire i propri beni (immobili, quote societarie, prodotti finanziari, opere d’arte) all’interno di un fondo dedicato e con la possibilità di una gestione personalizzata e separata dal proprio patrimonio.
In definitiva il fondo di investimento alternativo è uno strumento regolamentato e certificato che consente di trasformare qualsiasi proprietà in asset liquido tale da rendere certo e misurabile il valore delle attività globali al fine di una corretta pianificazione del patrimonio.
Il fondo rilascia delle quote che possono essere a loro volta utilizzate, ad esempio, quali garanzie a fronte di finanziamenti, peraltro molto gradite dalle banche eroganti; in tal modo è possibile utilizzare asset illiquidi per ottenere la liquidità necessaria per progetti imprenditoriali, per investimenti etc.
La prima piazza finanziaria in Europa è rappresentata dal Granducato del Lussemburgo, che dispone di una normativa molto avanzata per la costituzione di fondi di investimento.
In particolare è possibile costituire fondi di investimento alternativi in tempi estremamente rapidi e le attività investite nel fondo potranno essere commercializzate per tutto il territorio dell’Unione Europea.
Il RAIF è un tipo di fondo d’investimento alternativo che non è soggetto né all’autorizzazione dell’autority lussemburghese né ha bisogno di un gestore nel Granducato.
Uno dei grandi vantaggi del RAIF rispetto ai suoi simili già esistenti nel mercato – i fonti d’investimento specializzati (SIF) e le società d’investimento in capitali di rischio (SICAR) – è la rapidità della sua costituzione in poco più di dieci giorni.
Il RAIF è un “ulteriore alternativa, complementare, simile in Lussemburgo al regime dei SIF.
A differenza del SIF, il RAIF non richiede l’approvazione e la regolamentazione della CSSF (commissione di sorveglianza dei fondi) poiché la sua supervisione è demandata ai gestori di fondi di investimento alternativi (AIFM), che devono presentare delle relazioni periodiche all’ente regolatore. Il vantaggio principale del nuovo prodotto è il suo time-to-market, significativamente inferiore rispetto alle strutture attuali. Quest’ultimo può essere domiciliato in Lussemburgo o in qualsiasi altro Stato membro dell’UE. Se è autorizzato e pienamente in linea con i requisiti della Direttiva sui gestori di fondi d’investimento alternativi, si possono utilizzare i passaporti per le quote di mercato del RAIF su base transfrontaliera.
Regolamentazione giuridica del Raif
Il Raif è stato introdotto dalla Legge lussemburghese del 23 luglio 2016.
Non ci sono restrizioni per le attività idonee di un RAIF.
I Raif sono soggetti al principio della ripartizione del rischio.
Non ci sono norme specifiche nella legge applicabile al RAIF se non i principi di ripartizione del rischio e la sua interpretazione in relazione alla SIF ad esso applicabile.
La forma giuridica del Raif
Un RAIF può assumere la forma giuridica di un fondo comune (FCP – posizionamento di fondi comuni) o può essere costituita come società d’investimento (SICAV – Société d’investissement à capital variabile o SICAF – Société d’investissement à capital fixe ). Sono possibili altre forme giuridiche.
La FCP non ha personalità giuridica e pertanto deve essere gestita da una società di gestione.
Una SICAV/SICAF può assumere uno dei sei possibili forme giuridiche:

Queste diverse entità possono istituire un fondo unico o un fondo a ombrello composto da più comparti, ciascuno con una politica di investimento diversa.
Il comparto di un Raif ad ombrello può investire in uno o più altri comparti del RAIF stesso. Il fondo e i compartimenti rispettivamente possono avere un numero illimitato di categorie di azioni, a seconda delle esigenze degli investitori ai quali il fondo è distribuito.
Le strutture possono essere aperte o chiuse, per le sottoscrizioni e rimborsi.
Requisiti patrimoniali e altri aspetti
Il patrimonio netto di un RAIF non può essere inferiore a EUR 1.250.000. Questo minimo deve essere raggiunto entro un periodo di dodici mesi successivi alla sua autorizzazione.
Solo il 5% del capitale deve essere versato prima dell’autorizzazione.
Salvo disposizione contraria, i beni di un RAIF devono essere valutati al fair value.
La gestione e commercializzazione di Raifs Al fine di garantire sufficiente protezione e regolazione tramite il suo manager, i RAIFs possono essere gestiti solo da Alternative Investment Fund Managers (AIFM) autorizzati, cioè i responsabili di gestione di portafogli di fondi di investimento alternativi (FIA) le cui attività di gestione in totale superino le soglie definite dalla normativa lussemburghese regolatrice degli AIFM.
I gestori sotto-soglia non possono gestire RAIFs.
Inoltre il manager deve essere un gestore di fondi esterni, cioè un legale nominato dal RAIF ed è responsabile della gestione del RAIF.
Il RAIF può essere domiciliato in Lussemburgo o in un altro Stato membro dell’Unione europea.
Regime fiscale
Un RAIF è soggetto ad una tassazione fiscale ridotta ridotto (taxe d’abonnement) dello 0,01% del NAV, a meno che non è esentasse, che è possibile per alcuni di essi che operano sul mercato monetario, nei fondi pensione e nella microfinanza, nei fondi che investono in altri fondi già soggetti a tassa di sottoscrizione.
Tuttavia, se un RAIF investe esclusivamente – in linea con i suoi documenti costituzionali – in capitale di rischio, è soggetto al regime fiscale delle SICAR (nella sua interezza), cioè :

  • non è soggetto a tassa fissa;
  •  si paga l’imposta ordinaria sul reddito, a meno che sia applicabile un’esenzione fiscale (ad esempio per i redditi derivati da valori mobiliari);
  • il revisore deve confermare l’investimento in capitale di rischio.

PERCHÈ CREARE UN FONDO IMMOBILIARE LUSSEMBURGHESE

Il settore immobiliare ha un ruolo centrale nella economia italiana e rappresenta (come investimenti in costruzioni, spese per affitti e servizi di intermediazione) quasi il 20% del PIL. I cespiti immobiliari costituiscono oltre il 60% della ricchezza totale delle famiglie. L’acquisto di immobili è il principale motivo di indebitamento delle famiglie e il credito erogato al settore immobiliare è pari ad un terzo degli impieghi bancari totali.

Ciò è dovuto al fatto che gli Italiani ritengono la proprietà immobiliare di gran lunga la miglior forma di investimento, e non è un segreto il fatto che molti ritengono abbastanza facile diventare ricchi con gli immobili se si segue una semplice strategia.

Il grande segreto di una strategia vincente è il veicolo che si utilizza per svolgere questa attività e se si considera che un investimento immobiliare ( e non speculazione, notando che le due attività sono due mondi diversi) viene fatto in una prospettiva di lungo periodo che va dai quindici ai trent’anni, questa scelta riveste ancor più importanza.

In un periodo così lungo le varianti in gioco sono molteplici e pensare al risparmio immediato può essere fallimentare alla fine della durata dell’investimento.

Lo strumento che si è dimostrato più idoneo, avendo le giuste caratteristiche per questa attività e che offre maggiori vantaggi rispetto alle società utilizzate fino ad oggi, è il fondo immobiliare, sia di tipo tradizionale che ad apporto.
I nuovi veicoli d’investimento autorizzati (Sicav, Sif), consentono di investire la totalità degli assets nel real estate, oppure diversificare le tipologie di sottostante attraverso investimenti in private equity, titoli, beni diversi. Inoltre è possibile sottoscrivere il fondo anche con atto di conferimento di un immobile.

I vantaggi offerti da una simile operazione sono molteplici, andando dalla certificazione del valore del bene all’ottimizzazione fiscale del patrimonio, potendo garantire la massima sicurezza in termini di protezione degli asset e di efficienza fiscale anche in fase di passaggio generazionale.

Si usano questi strumenti soprattutto per tramutare gli immobili in titoli certificati.

Il cliente che dispone di un elevato patrimonio manifesta una serie di complesse esigenze: ne consegue che il consulente deve poter offrire un servizio in grado di rispondere a questa complessità, volto quindi a una gestione patrimoniale a 360° (tanto più personalizzata quanto maggiore è il patrimonio), che include perció la gestione degli asset immobiliari, sulla base di un processo ispirato ad una trasparente ottimizzazione finanziaria e fiscale.

In Italia l’utilizzo dei fondi real estate è ancora poco diffuso, basti pensare che il valore totale delle operazioni immobiliari fatte dagli italiani sono avviate per il 97,5% attraverso investimenti diretti, mentre solo il 2,5% è gestito tramite veicoli finanziari dedicati.
Questo è soprattutto dovuto alle lungaggini burocratiche nella creazione e nella gestione di un fondo d’investimento immobiliare di diritto Italiano e, inoltre, ad una fiscalità non particolarmente attraente.

I vantaggi più significativi nell’utilizzo di un fondo Sif per la gestione di un immobile sono:
1. Possibilità di convertire qualsiasi proprietà immobiliare in asset liquido;
2. Efficienza fiscale;
3. Nessuna restrizione al conferimento diretto nel fondo ne di carattere quantitativo, ne qualitativo o di posizione geografica;
4. Massima personalizzazione unita ad elevata professionalità ed esperienza dei gestori
5. Riservatezza e alto grado di trasparenza;
6. Strumento di pianificazione successoria;
7. Bassi costi di costituzione e di mantenimento.

La garanzia di vantaggiosi risultati finanziari che i fondi Sif offrono, fanno di questo strumento un eccellente ed efficace veicolo di investimento perfetto per la gestione della proprietà immobiliare.

Avv. Luigi Benigno